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Archivio per dicembre, 2010

Il computer:lo stress della mia vita

Finalmente eccomi giunta al traguardo ho terminato tutte le prove individuali e di gruppo per l’esame di didattica della matematica.

Al termine di questa impresa ho appreso la consapevolezza che il computer è ormai parte di me e come tale mi accompagnerà in ogni momento della mia vita.

L’angoscia  dei primi anni mi è passata ma nonostante ciò rimane sempre una sorta di indifferenza per il computer e la tecnologia in generale. Resta comunque la paura di sbagliare anche se ho capito che tutto si può corregere.

Il computer è e sempre sarà lo stress della mia vita

 

Forme complesse in arte

Oggi vi voglio un po’ raccontare come vengono rappresentate le forme complesse nella nostra società.

Innanzitutto iniziamo dicendo che esistono diversi tipi di arte: pittura, scultura, architettura ma anche nel mondo dello spettacolo le scenografie sono forme d’arte.

Tutte queste arti possono rappresentare forme complesse della realtà ma a differenza della pittura che viene sviluppata su un piano bidimensionale le altre arti prendono forma e si diramano nello spazio.

Ad artisti, scultori, architetti e scenografi viene chiesto di realizzare forme complesse di rappresentazione del reale o del fantastico secondo un certo equilibrio armonico e un gusto estetico del tempo. Per fare ciò è importante tenere in considerazione diverse variabili: tempo, spazio.

Vi riporto ora alcune immagini di rappresentazione complessa della realtà:

Scenografia teatrale musical “I promessi sposi”

 

 

La Pietà di Michelangelo

Il centro commerciale “Le Pompidou” di Parigi

 

La matematica procedurale

Il mio primo approccio con la matematica procedurale  è sicuramente avvenuto alla scuola materna senza che io ne fossi a conoscenza; infatti la maestra spesso ci faceva fare sotto forma di gioco esercizi del tipo:

sistemiamo la classe: in una scatola mettiamo tutti i giochi di colore rosso, in un’altra mettiamo tutti i giochi che hanno una forma quadrata, nell’altra ancora riponiamo i giochi da maschio…..

Anche la maestra di psicomotricità, usava questo sistema; ci faceva contare fino a… ed  ogni conta corrispondeva a un esercizio di movimento (ex contiamo fino a 10 e facciamo 10 salti nel cerchio).

Nello stesso periodo mi ricordo che a Natale mi è stato regalato un gioco didattico del sapientino che si chiamava proprio forme e colori che riprendeva il lavoro fatto a scuola , infatti bisognava individuare un oggetto senza vederlo solo toccandolo con le mani e poi classificarlo nel contenitore esatto.

Pensandoci bene anche imparare le regole di un gioco fa parte della matematica procedurale, oppure, senza saperlo applicavo questa procedura quando mi è stato regalato il Lego e io mi divertivo a costruire quella splendida casetta.


Gli algoritmi nel quotidiano

Oggi vi voglio raccontare un po’ cosa sono gli algoritmi e dove li incontriamo nella nostra vita quotidiana.

Che cos’è un algoritmo? Per algoritmo si intende una procedura che consente di ottenere un risultato atteso attraverso un ordine di passaggi obbligati ma semplici. Più specificatamente la parola viene usata in contesti matematici, fin dalle sue origini e soprattutto in informatica. Un esempio potrebbe essere quello della procedura per il calcolo del massimo comun divisore o del minimo comune multiplo.

Ma la cosa sorprendente, non ci crederete, è che gli algoritmi li usiamo quotidianamente e non certo solo nel campo della matematica. Un algoritmo può essere più semplicemente la procedura per programmare un lavaggio della lavatrice o della lavastoviglie contenuto nel libretto delle istruzioni, o meglio ancora una semplice ricetta di cucina.

Se riflettiamo bene ci accorgiamo che noi tutti quotidianamente risolviamo numerosi algoritmi:

–  quando programmiamo la lavatrice o la lavastoviglie

–  quando cuciniamo

–  quando rispondiamo a un sms

– quando guidiamo la macchina o andiamo in bicicletta

– quando allacciamo le scarpe

Sono tutte azioni ripetitive svolte in seguenza con un certo ordine.

Adesso vi scrivo la ricetta della crostata di marmellata la mia prima torta che ho cucinato da bambina. Ero attratta dalla mamma che preparava questa torta gustosa per colazione così che volli impararla senza sapere, perchè lo scoprii molti anni dopo che stavo eseguendo un algoritmo.


La ricetta è un algoritmo perchè per ottenere un buon risultato devi seguire passo dopo passo ciò che viene indicato.

Giochi matematici

Vi voglio parlare un po’ dell’utilizzo del gioco come modalità utile e divertente di trasmissione di contenuti e di stimolazione per l’apprendimento.

In campo scolastico non mi ricordo di aver svolto dei veri e propri giochi matematici ne tantomeno al computer; ogni tanto ci venivano sottoposti dei quesiti di logica per sviluppare le nostre abilità di ragionamento.

Partecipando ai laboratori ho potuto sperimentare e riflettere sull’importanza dell’utilizzo del tangram a scuola  come strumento per far apprendere le diverse forme geometriche, le loro caratteristiche, la classificazione in base ai lati e al colore.

Secondo la mia esperienza di studentessa e tirocinante nella scuola dell’infanzia ho potuto notare come tanti giochi tradizionali facciano riferimento ad alcuni concetti matematici, basti pensare alle conte, a nascondino, filastrocche, costruzioni, puzzle. Per non parlare poi di tutti quei giochi didattici strutturati come i blocchi logici o i giochi ad incastro.


Anche nella società adulta si usano, anche senza saperlo dei giochi matematici: il sudoku, il cubo di Rubik, gli scacchi.

Riflettendo bene anch’io da piccola giocavo non solo con i giochi tradizionali ma anche al computer con i giochi di Omnia Junior che se non prettamente matematici sviluppavano alcune abilità di logica, coordinazione del mouse.

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